Pediculosi del capo
Pediculosi del capo
Procedura da seguire in caso di pediculosi
L’infestazione da pidocchi (pediculosi del capo) è un evento piuttosto frequente, soprattutto fra coloro che frequentano scuole e comunità perché il contagio avviene attraverso il contatto da persona a persona. La pediculosi non è segno di cattiva igiene e colpisce persone di qualsiasi strato sociale. Quando si presenta, deve essere affrontato con tempestività, per evitare che l’infestazione si trasmetta ad altre persone.
Al fine di prevenire casi di pediculosi all’interno dell’Istituto, si invitano i genitori a controllare i propri figli e seguire le informazioni seguenti:
Controllare accuratamente e in un ambiente ben illuminato il capo del bambino, soprattutto nella zona delle orecchie, della nuca e delle tempie, per verificare l’eventuale presenza del pidocchio o delle sue uova (lendini).
Si ricorda che l’animale adulto viene individuato con maggiore difficoltà, rispetto alle uova o lendini, che si presentano come puntini bianchi o marrone chiaro, di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una capocchia di spillo, a differenza della forfora, con cui si potrebbero confondere, le lendini sono fortemente attaccate ai capelli da una particolare sostanza adesiva.
Se accertate la presenza di pidocchi o uova:
- trattare i capelli con prodotti antiparassitari specifici seguendo molto dettagliatamente le istruzioni d’uso;
- risciacquate i capelli con acqua e aceto;
- dopo il trattamento ispezionate di nuovo il capo e staccate manualmente le lendini rimaste, servendovi anche di un pettine fitto;
- lavate le lenzuola e la biancheria personale al 60° C;
- levate accuratamente pettini e spazzole;
- controllate tutto il nucleo familiare.
Se invece all’ispezione del capo non trovate pidocchi e/o lendini, NON effettuate alcun trattamento, perché nessun prodotto ha un effetto preventivo. Continuare comunque a controllare il capo di vostro figlio per alcuni giorni.
Il ruolo fondamentale nella prevenzione della pediculosi non è svolto dalle istituzioni (sanitarie e scolastiche), ma dai GENITORI, che possono attraverso i controlli periodici, garantire la continua ed attenta sorveglianza dei propri figli, ed attuare il trattamento necessario.
Confidiamo nella collaborazione e nel senso di responsabilità di tutti per poter tenere sotto controllo un fenomeno non gravissimo ma certamente sgradevole.
Non bisogna poi dimenticare che i bambini portatori di lendini o di pidocchi non vivono in modo sereno i propri rapporti con i coetanei e quindi il fenomeno può avere ripercussioni negative sulla loro vita relazionale.